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giovedì, settembre 27, 2007

Grillo poco violento per il "Manifesto"

Dal manifesto reclamano più violenza. Secondo il giornale fondato dalla Rossanda e Parlato, Grillo sta diventando lo specchio dell’antipolitica e l’unico che se ne avvantaggia è l’antipolitico per eccellenza: Il Cav.

Il “Manifesto” quindi non si smentisce mai. Non basta avere nella propria area un Farina che condannato per lancio di bombe e lotta armata, si proclama condannato, ma in nome delle lotte sociali ( tirare bombe fa bene al sociale? ). Ora assistiamo anche a consigli di forzare la mano.

Mettere ancora più demagogia e violenza verbale sembra la carta giusta per inglobare il “giullare” nell’alveo della sinistra. Loro dicono che in realtà mettere più violenza significa semplicemente fare satira.

A me pare invece che alzare i toni personali verso i singoli politici non possa che portare la gente all’odio verso una politica che va corretta, non sfasciata.

mercoledì, settembre 26, 2007

Ma la società non è meglio della "casta"

Il Corriere come al solito da spazio ai vari delusi del centro-sinistra.

Nicola Rossi ci spiega come il problema della maggioranza sia di carattere culturale e non politico. E’ per questo che il popolo protesta, ed è stufo di una politica che sembra essere sempre più lontana dalla gente. Attendiamo solo il rifugio sull’Aventino ormai.

Ma la politica, pur nelle sue pecche e nella sua malattia, nel concetto stesso della parola politica, non è meglio della società.

La classe dirigente è lo specchio della società.

In un paese dove il 30 % del Pil è evasione non si può pensare che i politici si facciano scrupoli ad acquistare palazzi interi a Roma a prezzi stracciati. E’ tipico della nostra società pensare solo al proprio orticello. Si è sempre distinto non il più bravo, ma il più furbo.

Una società che vive di rendita e si scopre parassita di se stessa ha 30 parlamentari condannati in via definitiva. In altri Stati non sarebbe tollerato, ma non sarebbe tollerato neanche che il tempo medio per trovare lavoro in Italia per un neo-laureato è di 100 giorni.

La casta è li. Tira a campare. In mezzo alla casta ci sono persone oneste e altre meno oneste. Ma anche i giornali che leggiamo rappresentano una casta. Anche quando andiamo dal commercialista per la dichiarazione dei redditi o dal notaio per una carta, siamo in presenza di “caste”. Così come quando apriamo un conto corrente.

Il problema è che l’Italia da sempre vive di “caste”.

I costi della politica c’erano anche vent’anni fa. Alla gente andava bene. Perché lascia fare. Fin quando la gente non è pressata dalla politica e dal progresso lascia fare. Ha lasciato fare per cinquant’anni. Ora si ribella.

Un altro difetto dell’italiano medio è quello di farsi influenzare da tribuni popolari, raccogliere lo scettro della protesta, manifestare, urlare, e poi chi si è visto si è visto. “ Can che abbaia non dorme”. Altro tratteggio tipico di una società che protesta contro se stessa.

Grillo, costituzionalista di indubbia fama, ci dice che per colpa di questa legge elettorale, le nomine sono decise dall’alto. E’ per questo che i condannati siedono in Parlamento.

I condannati sedevano anche prima del 2001 però, e quei condannati sono stati condannati per atti commessi anche prime del 93, mentre sedevano ( già?!! ) in parlamento.

La legge elettorale è importante ma non credo sia la cura per risolvere i problemi del Paese.

Una società corporativa, chiusa, eguale si merita la classe politica che abbiamo.

Una classe politica che non rispetta le promesse fatte è la stessa dirigenza eletta da cittadini che progettano l’inverosimile e realizzano poco o niente, con il risultato che i peggiori stanno qua e i migliori vanno all’estero perché li progettano, hanno idee, e le mettono in pratica queste idee.

Il popolo vuole farsi sentire certe cose, perché il “rincuorare” è nello spirito umano, e nello spirito di una società che si crede grande, ma in realtà vive sull’apparenza e sulla false promesse.

Una società che parla politichese e si vuole sentire parlare in politichese.

lunedì, settembre 17, 2007

Grillo "vorrei ma non posso" della sinistra

Grillo è un prodotto della politica. Si sa. E’il tentativo di colmare questo vuoto nazional-popolare dovuto alla mancanza di idee di una classe dirigente che negli anni non si è mai saputa rinnovare.

La nomina clientelare al posto del metodo meritocratico, le tante parole e i pochi fatti, le promesse mai mantenute, sono tutti sintomi di un malessere diffuso da più parti tra l’elettorato.

Grillo è tutto fuorché stupido, l’ha capito. Ha capito che il popolo è stufo.

Buttandola sul personale e denunciando più che proporre, il comico genovese tiene alto il livello dello scontro prendendosela con la Casta.

Quando c’era il Cav al Governo il problema era lui. Le manifestazione e le ore di sciopero erano continue. C’era una maggioranza silenziosa che attendeva risultati e riforme, e una parte del Paese che inveiva contro il premier, ladro e usurpatore di poteri.

Ora la maggioranza è cambiata. Le promesse sono state tante e i fatti per ora quasi nulli. La parte del Paese che aggrediva lo psico-nano sa che non è colpa sua ora. Sa che il problema quindi in Italia quindi non poteva essere il Cav in seè e per sé.

Da questa voglia di rivincita verso la politica, a metà tra la denuncia vera e propria a Prodi, e la protesta in generale verso la politica, spunta Grillo, predicatore di altri tempi.

Lui, non sarebbe mai esistito nei cinque anni berlusconiani. Non poteva. Perché per tanti aspetti il Grillo era l’opposizione, che denunciava ma non proponeva, e manifestava con un soffio di demagogia che, dobbiamo darne atto, il centrodestra non sta attuando per ora.

Grillo quindi prodotto della politica, ma confezionato ad arte da una parte della politica che vede in lui sotto sotto un esaltatore di piazze come per anni sono stati loro.

Un “vorrei ma non posso” perché il rischio è il populismo.

Un “vorrei ma non posso” tipico delle classi progressiste del Paese, dove la parola d’ordine è il “ si ma però..”e alla fine non si fa nulla!

domenica, settembre 09, 2007

Grillo parlante!!

Grillo contro tutti!!!!

Tutto ok, ma non definiamolo comico. Predicatore, pastore..ma non comico!!